Puramente casuale

3 Nov

Colui che sorride quando le cose vanno male ha trovato qualcuno a cui dare la colpa.

 

(Arthur Bloch)

Molto prima delle puttane

3 Nov

In una nave che affonda gli intellettuali sono i primi a fuggire, subito dopo i topi e molto prima delle puttane.

 

(Vladimir Vladimirovič Majakovskij)

G20

2 Nov

Coraggio, il meglio è passato.

 

(Ennio Flaiano)

Preferisco perdere

2 Nov

Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so!

E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù.

 

(Pier Paolo Pasolini)

No.

2 Nov

Gli elettori del centrodestra sono e rimarranno fascisti-futuristi, ma i conservatori veri sono a sinistra.

 

(Michele Emiliano)

Il contagio

1 Nov

La felicità di qualcuno è costruita sull’infelicità di un altro.

 

(Ivan Turgenev)

Giorno festivo, si specula

1 Nov

Una guerra non termina con la pace, ma con la guerra successiva.

 

(Joan Fuster)

Fotografia del 31 ottobre 2011 – Scrivere, scrivere, scrivere. O forse no

31 Ott

Scrivere è facile. Scrivere bene è difficile. Scrivere qualcosa di utile è difficilissimo. Avere l’umiltà di leggere quando si sa scrivere è praticamente impossibile.

Due mesi fa avrei voluto scrivere una fotografia sulla mia ritrovata passione per la scrittura. Ho passato agosto a pubblicare post dovunque, a studiarmi la crisi finanziaria, a pontificare su qualsiasi cosa mi emozionasse. Ora mi sento molto distante da quello stato d’animo.

Pensavo che scrivere tanto fosse prima di tutto un atto ‘di servizio’: serve raccontare anche ciò che è già stato detto, magari provare a dirlo meglio, a più persone. Con l’estate, poi, è emerso un tipico tratto difettoso del mio carattere, un mix di superomismo e carattere del panchinaro. Sono tutti in ferie, pensavo io; qualcuno dovrà pur raccontare ciò che accade. Potevo farlo, perché non ero isolato né mentalmente né dagli strumenti di comuniczione, e l’ho fatto. E forse lo rifarò pure l’anno prossimo. E lo rifarò tutte le volte in cui gli altri sono altrove, perché penso che sia utile ai lettori.

Quell’agosto mi ha restituito la mirabile qualifica di ‘grafomane’. Una qualifica che disturba anche i sonni di qualcuno: sabato sera un noto giornalista pugliese di carta stampata mi ha raccontato di avermi sognato. Di aver sognato di uccidermi. Ma non in modo violento, piuttosto sadico: ha immaginato di vedermi soffocato sotto i miei post di Facebook, trasformati in fogli di carta. Un foglio per post, uno spaventoso muro di stupidaggini che tolgono l’aria.

Il giornalista della carta stampata potrà smettere di sognarmi. Sto provando a scrivere di meno e a leggere di più. Meno Facebook e più Twitter. Meno pulpito e più condivisione, meno pianificazione dei post, più testi scritti di getto. Unica eccezione: quando qualcuno ritiene che io debba dire qualcosa su un qualsiasi argomento e io me la sento, non dico di no.

Meno quantità, più qualità. Sempre che sia in grado.

Tutti contro tutti

31 Ott

Perché la sinistra è troppo piena di gente che per sentirsi intelligente ha bisogno di segare il ramo su cui è seduta.

 

(Alfredo Reichlin)

Altro che indignati

31 Ott