Archivio | novembre, 2011

Una cosa in comune tra Berlusconi e Monti

23 Nov

Gli italiani vogliono sempre qualcuno che pensi al posto loro. Poi se va bene va bene, se va male lo impiccano a testa sotto.

 

(Mario Monicelli)

Quanto costa la democrazia?

22 Nov

La Cina sta diventando sempre più simile all’Occidente sotto vari aspetti molto visibili, mentre l’Occidente sta diventando sempre più simile alla Cina sotto certi aspetti meno evidenti.

 

(Naomi Klein)

Coraggio

21 Nov

I veri acciacchi della vita sono i rimorsi.

 

(Cesare Pavese)

Per quando ci si sente inutili (cioè, quasi sempre)

20 Nov

Qualsiasi cosa tu faccia sarà insignificante, ma è molto importante che tu la faccia.

 

(Mahatma Gandhi)

Larghe intese

20 Nov

Il pareggio non esiste.

 

(Pelè)

Grazie Gabriella

19 Nov

Se non avessi lasciato il partito, l’Italia sarebbe andata in default.

 

(Gabriella Carlucci)

Governo tecnico

19 Nov

Oggi il calciatore ha una vita facile: finisce l’allenamento e si mette su Facebook.

 

(Zdenek Zeman)

Fantacalcio – Formazione decima giornata (contro i Ragazzi)

19 Nov

The Rowentas (3-5-2)

Abbiati;

 

Chiellini

Josè Angel

Basta;

 

Lodi

Moralez

Pjanic

Pirlo

Cambiasso;

 

Klose

Di Vaio.

 

Amelia;

 

Aronica

Lucchini;

 

Ledesma

Cigarini;

 

Mutu

Miccoli.

Eredità del governo precedente

19 Nov

Non si piange sulla propria storia, si cambia rotta!

 

(Baruch Spinoza)

TenGo familia – dieci cose da Parigi

19 Nov

1. L’utente donna di Twitter, in Francia, si chiama twitteuse.

 

2. Ma perché da due mesi non si parla più dei migranti in tv? Hanno smesso di arrivare in Italia? E a Lampedusa è tutto tranquillo?

 

3. Ma ora che Berlusconi non è più al governo, aumenteranno i servizi di cronaca nera come quando governava Prodi?

 

4. Ma la Disney non fa uscire nessun film sotto Natale?

 

5. Tutti parlano di una nuova donna, la Cancellieri. Si riferiscono ad Anna Maria, ma la vera domanda è: dov’è finita Rosanna?

 

6. Ma ora che c’è il governo tecnico posso tornare a giocare ai videogiochi, almeno per un anno?

 

7. Ho comprato i quotidiani italiani quasi ogni giorno e ho bestemmiato quasi sempre contro gli editorialisti (soprattutto di area progressista) che troppo velocemente continuano a dire che il berlusconismo è finito. Come se bastasse un cambio di governo (non mediato da elezioni). Troppa fiducia nella tanto disprezzata politica.

 

8. A proposito, suggerisco agli editorialisti di area progressista il libro “L’ingenuità della Rete” di Morozov: è bellissimo, almeno stando alle prime 100 pagine che ho divorato durante il ritorno in Italia.

 

9. Ma poi i giornali e le tv, senza Berlusconi, avranno lo stesso pubblico? Secondo me no. Dunque non smetteranno di parlarne.

 

10. In Francia, se mai vi fosse venuto il dubbio, si mangia bene.