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Vita

30 Mag

Abbi una vita anziché una carriera. Mettiti sotto il riparo del buon gusto. La libertà vissuta ti compenserà di alcune perdite (…) sii editore di te stesso anche nella conversazione, e allora la gioia del lavoro potrà riempire le tue giornate.

(Gyorgy Konrad)

Un poco di silenzio, per favore.

29 Mag

Qualunque sia la disposizione che si può avere al silenzio, è bene essere sempre molto prudenti; desiderare fortemente di dire una cosa, è spesso motivo sufficiente per decidere di tacerla.

 

(Joseph Antoine Toussaint Dinouart)

Turin brakes

28 Mag

Chi cerca lo stile trova la morte, chi cerca la vita trova lo stile.

 

(Eduardo De Filippo)

Nevrosi

25 Mag

La scienza medica ha fatto tanti progressi che oggi praticamente non c’è una sola persona sana.

 

(Aldous L. Huxley)

Ventitrè maggio

23 Mag

Secoli di poesia e siamo sempre al punto di partenza.

(Charles Bukowski)

This must be the place

22 Mag

Sfogliando il libro “Cafonal” di Pizzi e D’Agostino, vedendo alcuni programmi in tv, leggendo i giornali, sono rimasto affascinato dall’universo della mondanità globale di oggi, omologata al gusto televisivo, un universo che si ispira al gossip di Dagospia, ma anche a una classe dirigente certo non solo romana, a un universo strampalato che mi fa pensare a che punto siamo arrivati.

 

(Paolo Sorrentino)

Ricominciare

21 Mag

Se volete un gesto simbolico, non bruciate la bandiera, lavatela.

 

(Norman Thomas)

Enjoy the silence

20 Mag

La verità si troverebbe nel mezzo. Nient’affatto. Solo nella profondità.

 

(Arthur Schnitzler)

Fotografia del 19 maggio 2012 – Brindisi

19 Mag

Sono in aeroporto. Seduto per terra, attaccato all’unica presa di corrente che ho trovato. Il mio aereo parte fra tre ore.

Stamattina stavo facendo lezione al master quando è arrivata la notizia. Ho chiesto ai ragazzi di fermare tutto. Dovevo farlo, anche perché ci sono importanti pezzi del mio lavoro legati all’attualità pugliese. Ho aperto il sito della Gazzetta del Mezzogiorno e di Repubblica, le mie mail. Il computer era attaccato al proiettore, abbiamo seguito tutto in diretta per qualche minuto. Poi sono tornato alla mia lezione. Poi ci siamo rifermati, poi sono andato fino in fondo.

Non ho niente da dire su quello che è successo. Non ora. Non sappiamo perché è successo né chi è stato. Anche per questo avrei tanto voluto (almeno) ventiquattro ore di silenzio, da parte di tutti. Così non è, purtroppo. Tutti hanno qualcosa da dire, qualche ricostruzione da fare, qualche ipotesi da coccolare, qualche ‘mi piace’ da conquistare.

Chi legge questo blog sa che parlo sempre meno dei fatti miei qui sopra. Quando lo faccio, è perché sento di aver imparato qualcosa di nuovo su me stesso, e ho scoperto che quando lo condivido è come se diventasse più vero, è come se certificare pubblicamente una scoperta la renda un nuovo pezzo di me stesso.

Oggi, in questa giornata in cui non ho voglia di dire una parola, ho voglia solo di raccontarvi una cosa che ho provato come mai in passato. Appena ho saputo la notizia, mi sono sentito in imbarazzo, quasi in colpa per non averla appresa dalla mia regione, dalla Puglia. Per non essere lì. Appena ho finito di lavorare, sono corso in aeroporto, quasi per volermi avvicinare a casa. E per poter scrivere queste parole.

Mi rendo conto che questo sentimento è irrazionale, e infatti non riesco a spiegarlo razionalmente. Il fatto che io sia a Milano e non a Bari non può modificare di una virgola né il corso delle cose né il mio comportamento. Ma avrei voluto restare in silenzio a Bari. E oggi, come mai nella vita, non vedo l’ora di tornare.

(approfitto di questo post per ringraziare i ragazzi del Master per la loro grandissima disponibilità e comprensione, e anche chi mi manda in giro per l’Italia per lavoro, perché di questi tempi è un privilegio e non smetterò mai, mai, mai di ringraziare chi mi permette di fare tutto questo)

Uno sguardo in avanti, uno indietro, sempre

18 Mag

L’essere più insignificante ha il diritto di essere ritrovato e ascoltato.
L’essere più felice si deve mettere di fronte al più infelice.
Il tempo che occupano simili confronti è più importante di ogni altra occupazione.

(Elias Canetti)