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Palcoscenico

5 Gen

Tutto il mondo è palcoscenico.

 

(Willam Shakespeare)

Dappertutto si dice così

3 Gen

Senza crisi non c’è merito. È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze.

Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro.

Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.

(Albert Einstein)

Manda un comunicato di risposta

3 Gen

Datemi sei righe scritte dal più onesto degli uomini, e vi troverò una qualche cosa sufficiente a farlo impiccare.

 

(Armand-Jean du Plessis de Richelieu)

Sempre in tempo per i buoni propositi

3 Gen

Che il 2012 ci porti domande intelligenti e qualche buona risposta per diventare meno complicati e più complessi.

 

(Giovanni Acquarulo)

Un piccolo passo in avanti

2 Gen

Ho sempre voluto fare il giornalista, avrei pagato per farlo. Meno male che i miei editori non se ne sono mai accorti.

(Enzo Biagi)

Sui prolissi (e quindi anche un po’ su di me)

2 Gen

Alcuni scrivono soltanto perché non hanno carattere sufficiente per non scrivere.

 

(Hans Hermann Kersten)

Ogni giorno è capodanno

1 Gen

Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano.

 

(Antonio Gramsci)

2012.0.1

1 Gen

Non ho alcun talento particolare. Io sono solo appassionatamente curioso.

 

(Albert Einstein)

Favorevoli e contrari

31 Dic

Le opinioni si riproducono per divisione, i pensieri per germinazione.

 

(Karl Kraus)

Fotografia del 30 dicembre 2011 – 2012, l’anno della qualità

30 Dic

Non so dirvi se sono un workaholic, un ansioso, uno con un senso di responsabilità non adattivo (nel senso che è troppo e non mi facilita la vita), un bulimico dal punto di vista emotivo, per cui devo provare sempre a fare tutto, rimanendo semplicemente a concetti raccolti in questi anni di diagnosi precoci da parte di non abilitati alla professione).

O se, più semplicemente, sono un ragazzo prossimo ai 28 anni.

Io propendo per l’ultima soluzione con spruzzatine delle varie diagnosi. E, di conseguenza, per una fisiologica trasformazione da Don Chischiotte a uomo qualunque. Ovviamente spero che questa trasformazione non si completi mai del tutto, che si rimanga in un buon equilibrio tra voglia di spaccare tutto e consapevolezza che, da soli, si può poco o niente.

Devo però ascoltare ciò che dice la macchina che mi permette di fare ragionamenti, e cioè il mio corpo. Ho tirato, tirato, tirato la corda. Ora sono arrivato in rosso. Probabilmente sarò sempre in riserva, faccio molta fatica a immaginarmi a letto per un anno. Molta meno a immaginarmi un mese chiuso in campagna a studiare, leggere e scrivere. Ma è un lusso ancora prematuro per me.

Per arrivarci, però, devo darmi una regolata sin da subito. Per questo il mio obiettivo per il 2012 è la qualità. In tutto.

Nella vita, principalmente. Dormire di più, mangiare meglio, guardare il sole, spegnere tutto, andare in vacanza, uscire dall’ufficio quando la città ancora brulica. Stare a casa. Ogni tanto, un poco per volta. Ma va fatto. Sono obblighi, non più scelte.

Nelle relazioni personali: poche (numericamente forse vanno già bene), piene (devo impegnarmi), davvero utili. Conosco una bella umanità, devo solo saper scegliere.

Nelle relazioni professionali: devo correre il rischio di sembrare uno che se la tira. Se ho il ‘sì’ facile (o il ‘no’ difficile, a seconda dei punti di vista), molto dipende dalla paura di sembrare un arrogante e presuntuoso. Ogni volta sento nelle mie orecchie un ‘ma chi cazzo si crede di essere?’, come primo commento dopo un mio rifiuto. Ma è evidente che la sopravvivenza sana viene prima dell’educazione, dunque dovrò tutelarmi o farmi tutelare, se proprio non sono in grado di gestire la mia generosità.

E poi, se mi riuscisse, vorrei fare qualcosa di davvero significativo. Ho tanti sogni nel cassetto, alcuni sono realizzabili, sembrano a portata di mano. Non li dico, però.

Non li dico non tanto perché non abbia voglia di condividerli (chi mi conosce bene li conosce), ma perché probabilmente non è l’anno giusto per cercare di raggiungerli. E forse non è nemmeno l’anno giusto per perseguire la qualità.

Il barometro dice recessione economica, crisi globale ed elezioni imminenti. A maggior ragione voglio forzarmi prendendo un impegno pubblico. Al massimo fallirò, ma conoscendomi non me lo perdonerei, essendo workaholic, ansioso, bulimico eccetera eccetera…

Che sia un anno sereno, per tutti. A proposito, un altro mini-obiettivo da mettere nero su bianco: vorrei che le citazioni, i Testi Pensanti di questo blog fossero meno scuri. Non melensi, non meno razionali. Ma meno scuri. Più energetiche.

Ce la farò? La vedo difficile, anche più che dormire :)