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A cosa stai pensando?

3 Dic

Un imbecille non si annoia mai: si contempla.

(Rémy de Gourmont)

Un anno di pausa

10 Nov

A causa del cattivo tempo, la Rivoluzione è stata rinviata a data da destinarsi.

 

(Ennio Flaiano)

Transazioni

7 Ott

Lo scopo del lavoro è quello di guadagnarsi il tempo libero.

 

(Aristotele)

Non basta mai

6 Ott

Non puoi solo chiedere alle gente cosa vuole e cercare di darglielo. Nel tempo che impieghi per crearlo vorrà già qualcos’altro.

 

(Steve Jobs)

Fotografia del 6 ottobre 2011 – Io e la morte

6 Ott

Ho un rapporto sereno con la morte. Come con tutte le non-variabili, o con le variabili che posso controllare direttamente. La morte è lì, non si discute, non si può evitare. Forse si può ritardare. Certamente si può anticipare. Sicuramente non si può prevedere, perlomeno non in modo preciso.

Quando muore qualcuno, non riesco a pensare al morto. Penso ai vivi. Alle lacrime di chi piange. Ai nuovi vuoti. Al bisogno dei vivi a cui voglio bene di ricordare i morti. Alle ragioni di un’esistenza che si assottigliano, si reinventano. O muoiono.

La morte dei vivi è decisamente più dolorosa perché non è una fine, è un’agonia. E l’agonia è molto più dolorosa di una morte. Perchè l’agonia è una variabile, la morte no.

Ho un rapporto sicuramente meno sereno con la vita. Non è conflittuale, per nulla. Ma è inquieto. Perché la morte è certa, l’arrivo della morte no. E per quanto ci si possa  muovere lungo la variabile del tempo, la morte può arrivare fra tre ore o fra 60 anni. Può essere violenta o lenta, dolorosa o dolce, cosciente o inconsapevole. Non lo saprò mai. Non lo sapremo mai.

L’ineluttabile, l’incontrollabile sono le dimensioni dell’inquietudine. Per questo motivo non riesco a perdere un solo secondo della mia vita. Mi incazzo quando mi annoio, quando la gente butta le proprie esistenze cercando di ingannare il tempo, come fosse una risorsa illimitata. Quando le persone rimangono bloccate nella loro vita aspettando che qualcuno (che non arriverà mai) li salvi.

Non capisco perché si abbia così tanta paura della propria morte e allo stesso tempo si abbia così tanto poco rispetto della propria vita.

Poche ore fa è morto Steve Jobs. Di lui ho ammirato il suo rapporto con la morte. Da quando ha ricevuto la sua lettera di condanna a morte ha realizzato l’iPhone, l’iPad, sviluppato l’iPod. La morte ha rappresentato una forza creativa. Di chi sapeva di avere poco tempo, di chi voleva lasciare qualcosa al mondo, e non poteva che dedicare la sua vita, ciò che gli restava, a questi obiettivi.

Per questo motivo, se ogni tanto mi vedete perdere la pazienza, mi vedete viaggiare in solitaria, non accettare i compromessi, schiantarmi contro i muri (e poi rialzarmi, e cercare un altro muro su cui schiantarmi), sappiate solo che lo faccio per questo, perché non so quanto tempo ho e per questo lo voglio spendere nel migliore dei modi.

Affamato sempre, folle non so. Di sicuro, ammirato dalla sua lezione di vita.

Gli ultimi dieci anni

1 Set

Non c’è nulla di più potente di un’idea di cui sia venuto il tempo.

 

(Victor Hugo)

Steve Jobs

25 Ago

Il tempo è limitato: non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Siate affamati. Siate folli.

 

(Steve Jobs)

Ma come fai ad ascoltare quella merda?

1 Ago

Io credo che se non conosci la cultura pop non conosci la cultura del tuo tempo, quindi non conosci il mondo intorno a te. Se non sai un cazzo di cultura pop, come fai a essere “più avanti”? Se non ti sporchi le mani con la cultura pop, se snobbi e disprezzi la cultura partecipativa di oggi, non puoi essere “avanguardia”, ogni tuo sforzo in questo senso sarà inutile.

 

(Wu Ming)

Tagli lineari #3

1 Lug

In politica, una settimana è molto tempo.

 

(Howard Wilson)

Change we can believe in

4 Mag

Dobbiamo usare il tempo come uno strumento, non come una poltrona.

(John Fitzgerald Kennedy)