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Un poco di silenzio, per favore.

29 Mag

Qualunque sia la disposizione che si può avere al silenzio, è bene essere sempre molto prudenti; desiderare fortemente di dire una cosa, è spesso motivo sufficiente per decidere di tacerla.

 

(Joseph Antoine Toussaint Dinouart)

Saggistica

26 Mag

Un cretino può scrivere un saggio ma non viceversa.

 

(Marcello Marchesi)

Nevrosi

25 Mag

La scienza medica ha fatto tanti progressi che oggi praticamente non c’è una sola persona sana.

 

(Aldous L. Huxley)

Escatologico

25 Mag

Per quanto il potere sia disumano e arrogante, è comunque detenuto da semplici mammiferi che espellono escrementi e desiderano, che soffrono di insonnia e insicurezza.

 

(Christopher Hitchens)

Tutti artisti

24 Mag

Oggi ognuno pretende di essere artista. Tutti, in Occidente, sfornano poesie, romanzi, producono installazioni, film e musica. E ognuno vuole vivere i suoi trionfi artistici. Questi giovani hanno dimenticato che la cultura è un’industria come ogni altra; oggi anzi il settore più importante dell’economia globale. Nell’economia però non regna l’altruismo, ma le dure leggi della competizione e di mercato. In economia, come in cultura, per l’appunto, vale la lezione di Beckett: “Impara a fallire meglio!”

 

(Hans Magnus Enzensberger)

Ventitrè maggio

23 Mag

Secoli di poesia e siamo sempre al punto di partenza.

(Charles Bukowski)

Fotografia del 19 maggio 2012 – Brindisi

19 Mag

Sono in aeroporto. Seduto per terra, attaccato all’unica presa di corrente che ho trovato. Il mio aereo parte fra tre ore.

Stamattina stavo facendo lezione al master quando è arrivata la notizia. Ho chiesto ai ragazzi di fermare tutto. Dovevo farlo, anche perché ci sono importanti pezzi del mio lavoro legati all’attualità pugliese. Ho aperto il sito della Gazzetta del Mezzogiorno e di Repubblica, le mie mail. Il computer era attaccato al proiettore, abbiamo seguito tutto in diretta per qualche minuto. Poi sono tornato alla mia lezione. Poi ci siamo rifermati, poi sono andato fino in fondo.

Non ho niente da dire su quello che è successo. Non ora. Non sappiamo perché è successo né chi è stato. Anche per questo avrei tanto voluto (almeno) ventiquattro ore di silenzio, da parte di tutti. Così non è, purtroppo. Tutti hanno qualcosa da dire, qualche ricostruzione da fare, qualche ipotesi da coccolare, qualche ‘mi piace’ da conquistare.

Chi legge questo blog sa che parlo sempre meno dei fatti miei qui sopra. Quando lo faccio, è perché sento di aver imparato qualcosa di nuovo su me stesso, e ho scoperto che quando lo condivido è come se diventasse più vero, è come se certificare pubblicamente una scoperta la renda un nuovo pezzo di me stesso.

Oggi, in questa giornata in cui non ho voglia di dire una parola, ho voglia solo di raccontarvi una cosa che ho provato come mai in passato. Appena ho saputo la notizia, mi sono sentito in imbarazzo, quasi in colpa per non averla appresa dalla mia regione, dalla Puglia. Per non essere lì. Appena ho finito di lavorare, sono corso in aeroporto, quasi per volermi avvicinare a casa. E per poter scrivere queste parole.

Mi rendo conto che questo sentimento è irrazionale, e infatti non riesco a spiegarlo razionalmente. Il fatto che io sia a Milano e non a Bari non può modificare di una virgola né il corso delle cose né il mio comportamento. Ma avrei voluto restare in silenzio a Bari. E oggi, come mai nella vita, non vedo l’ora di tornare.

(approfitto di questo post per ringraziare i ragazzi del Master per la loro grandissima disponibilità e comprensione, e anche chi mi manda in giro per l’Italia per lavoro, perché di questi tempi è un privilegio e non smetterò mai, mai, mai di ringraziare chi mi permette di fare tutto questo)

Quello che non ho

16 Mag

L’irriverenza è la paladina della libertà, se non la sua unica difesa.

 

(Mark Twain)

La società della stanchezza

15 Mag

L’ansia del consumo è un’ansia di obbedienza a un ordine non pronunciato. Ognuno in Italia sente l’ansia, degradante, di essere uguale agli altri nel consumare, nell’essere felice, nell’essere libero: perché questo è l’ordine che egli inconsciamente ha ricevuto, e a cui deve obbedire, a patto di sentirsi “diverso”. Mai la diversità è stata una colpa così spaventosa come in questo periodo di tolleranza. L’uguaglianza non è stata infatti conquistata, ma è una falsa uguaglianza ricevuta in regalo.

(Pier Paolo Pasolini)

Non vi preoccupate

10 Mag

Non ci si rassegna mai. Si decide di tacere, è tutto.

 

(Gilles Archambault)