Tag Archives: ordine

Ma procediamo con disordine

24 Ott

Ma procediamo con disordine. Il disordine dà qualche speranza. L’ordine nessuna. Niente è più ordinato del vuoto.

(Marcello Marchesi)

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Come un gatto nei miei rituali

5 Mag

Voglio qualcuno accanto al quale stare seduto, dopo le fatiche del giorno, le ansie, le attese, gli ascolti, i sospetti. Dopo i litigi e le riconciliazioni voglio l’intimità – essere solo con te, rimettere in ordine questa baraonda. Sono preciso come un gatto nei miei rituali.

(Virginia Woolf)

Cioè ridurre

2 Giu

Secondo me scrivere significa fare ordine, cioè ridurre.

(Jonathan Franzen)

Accettare la libertà

10 Mar

Uno, l’immaginazione, in qualsiasi organizzazione la si introduca, manda all’aria l’ordine costituito.

Due, gli uomini non sanno accettare la libertà e devono sempre vivere contro qualcosa.

(Alicia Giménez-Bartlett)

Non posso essere simpatico

12 Dic

C’è chi meglio degli altri realizza la sua vita.

È tutto in ordine dentro e attorno a lui.

Per ogni cosa ha metodi e risposte.

È lesto a indovinare il chi il come il dove

e a quale scopo.

Appone il timbro a verità assolute,

getta i fatti superflui nel tritadocumenti,

e le persone ignote

dentro appositi schedari.

Pensa quel tanto che serve,

non un attimo di più,

perché dietro quell’attimo sta in agguato il dubbio.

E quando è licenziato dalla vita,

lascia la postazione

dalla porta prescritta.

A volte un po’ lo invidio

– per fortuna mi passa.

 

(Wislawa Szymborska)

Liberale, liberale, liberale

23 Ago

Qualunque cosa potessi sostenere, ero più profondamente attaccato ai concetti liberali di libertà – libertà di parola e di stampa, libertà accademica, indipendenza di giudizio e indipendenza dei giudici – di quanto non lo fossi all’idea di un partito disciplinato in grado di mobilitare le varie forze sociali per creare un ordine che garantisse una libertà più vera per tutti anziché per pochi.

(Cruise O’Brien)

La società della stanchezza

15 Mag

L’ansia del consumo è un’ansia di obbedienza a un ordine non pronunciato. Ognuno in Italia sente l’ansia, degradante, di essere uguale agli altri nel consumare, nell’essere felice, nell’essere libero: perché questo è l’ordine che egli inconsciamente ha ricevuto, e a cui deve obbedire, a patto di sentirsi “diverso”. Mai la diversità è stata una colpa così spaventosa come in questo periodo di tolleranza. L’uguaglianza non è stata infatti conquistata, ma è una falsa uguaglianza ricevuta in regalo.

(Pier Paolo Pasolini)