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Dove si può fallire e ricominciare

20 Nov

Penso che sia necessario educare le nuove generazioni al valore della sconfitta. Alla sua gestione. All’umanità che ne scaturisce. A costruire un’identità capace di avvertire una comunanza di destino, dove si può fallire e ricominciare senza che il valore e la dignità ne siano intaccati. A non divenire uno sgomitatore sociale, a non passare sul corpo degli altri per arrivare primo. In questo mondo di vincitori volgari e disonesti, di prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta, che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell’apparire, del diventare…. A questa antropologia del vincente preferisco di gran lunga chi perde. È un esercizio che mi riesce bene. E mi riconcilia con il mio sacro poco. Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù…

(Pier Paolo Pasolini)

Asseconda il mondo

19 Nov

Nella tua battaglia con il mondo, asseconda il mondo.

(Franz Kafka)

Accudirmi

17 Nov

Preferisco accudirmi da solo, non amo l’idea di dipendere dagli altri.

(Maurizio Cattelan)

Sarebbe uno sport bellissimo

13 Nov

La caccia sarebbe uno sport bellissimo, se anche gli animali avessero il fucile.

(Groucho Marx)

La violenza e la dittatura

10 Nov

Il nemico è attualmente uno solo, il fascismo. Complice involontario del fascismo è il comunismo. La violenza e la dittatura predicata dall’uno, diviene il pretesto e la giustificazione della violenza e della dittatura in atto dell’altro.

(Giacomo Matteotti)

Un ultracentenario che rompe uno specchio

9 Nov

Tutto è relativo. Prendi un ultracentenario che rompe uno specchio: sarà ben lieto di sapere che ha ancora sette anni di disgrazie.

(Albert Einstein)

Mi bastano i gatti

5 Nov

Avete un gatto? O dei gatti? Quelli dormono, ragazzi. Possono dormire venti ore al giorno e hanno un aspetto meraviglioso. Loro lo sanno che non c’è niente per cui agitarsi. Il prossimo pasto. E qualcosina da uccidere qua e là. Quando mi sento lacerato dentro, mi basta uno o più dei miei gatti. Sono nove. mi basta guardarne uno mentre dorme o sonnecchia per rilassarmi. Per me la scrittura è come un gatto. Mi consente di affrontare tutto il resto. Mi fa sbollire. Almeno per un po’.

(Charles Bukowski)

Sapere e non sapere

4 Nov

Sapere e non sapere; credere fermamente di dire verità sacrosante mentre si pronunciavano le menzogne più artefatte; ritenere contemporaneamente valide due opinioni che si annullano a vicenda; sapendole contraddittorie fra di loro e tuttavia credendo in entrambe, fare uso della logica contro la logica; rinnegare la morale propria nell’atto di rivendicarla; credere che la democrazia sia impossibile e nello stesso tempo vedere nel Partito l’unico suo garante; dimenticare tutto ciò che era necessario dimenticare ma, all’occorrenza, essere pronti a richiamarlo alla memoria, per poi eventualmente dimenticarlo di nuovo.

(George Orwell)

Contro i propri limiti

3 Nov

L’uomo non esiste veramente che nella lotta contro i propri limiti.

(Ignazio Silone)

Cinque secondi per pensare

2 Nov

Si vuol far passare il calcio per una scienza. È una balla. Nella pallacanestro si gioca in un campo piccolo. Si usano le mani e i piedi servono solo per correre. Cinque secondi per pensare e spesso a pochi secondi dalla fine, la sfera viene data al più bravo per l’uno contro uno. Dal pallone si pretendono schemi che vengano alla perfezione in un contesto sconnesso, tra rimbalzi irregolari e fenomeni atmosferici, anche violenti. È un assurdo. Bisogna dare un’identità e avere a propria disposizione gente disponibile al sacrificio.

(Massimiliano Allegri)